venerdì 10 aprile 2015

Anna Cascella Luciani, Persefone 2015

Pubblico una poesia di Anna Cascella Luciani, su una figura del mito che è divenuta mio vicina di casa (magari un po' inquietante, ma non adesso che è primavera). Grazie, Anna.



(Persefone 2015)

e voi - nei vostri impieghi
di primavera - zefiri
ambiti - tardate
nell'uso delle forze - le miti
le dolci - che schiudono
i tempi a Flora (a noi umani
voi le rifiutate - ché
poco ci rimane in una
terra di morti - illimitato
numero giornaliero
- violento crudele
- sangue di fiele
d'altri umani mai portato
a fine - e anzi in ogni
campo città monte collina
scorre quello in brina
ghiacciata nelle vene
calde solo un momento
prima - e forse ė lo stesso
Ade a temere che la sua
Persefone sia uccisa
se si solleva con i vostri
venti - e voi stessi - privati
dell'arrivo - piangete
che sia sangue e non
linfa - non fiore azzurro
di lino - anemone
selvatico - viola - ma
mucchi ovunque di corpi
d'ogni età ammassati
in morte in Africa - in Iraq
in Siria - in Ucraìna - in Francia -
nello Yemen - e una strage
ha il seguito dell'altra -
che la memoria non può
tutte contenerle -
e alle uccisioni di guerre
altre si assommano - la follia
di un suicidio che incapace
di raggiungersi da solo
schianta in volo -
sulle Alpi in Provenza
più di cento umani e voi -
- zefiri umani - disertate
la terra illividita - e fate
ricorso a un rifiuto
a una scomparsa -
nascosti - lontani -
e le mani di Flora
solo nel buio dei morti -
aratro di zolle - di sentieri
dove è vivo il grido
degli uccisi - e semina
grani di dolore
tutta l'angoscia
dei loro cari vivi) -

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